Controlli in laghi e fiumi, 90 mila euro di sanzioni per centri di immersione non regolamentari

Controlli della Guardia di Finanza in laghi e fiumi: 90 mila euro di sanzioni per violazioni nella subacquea ricreativa.

Controlli in laghi e fiumi, 90 mila euro di sanzioni per violazioni nella subacquea ricreativa
Controlli in laghi e fiumi, 90 mila euro di sanzioni per violazioni nella subacquea ricreativa

La Guardia di Finanza ha concluso una serie di controlli mirati in tema di attività subacquea a scopo ricreativo sui laghi Maggiore, di Lugano, di Como, d’Orta, d’Iseo e di Garda, nonché sui tratti dei fiumi Mincio e Po ricadenti nelle Province di Mantova e Cremona. Le verifiche hanno riguardato una ventina di centri di immersione, con l’obiettivo di garantire la conformità alle nuove normative introdotte con la Legge 70/2026, entrata in vigore il 10 maggio 2026. All’esito delle attività ispettive, sono state riscontrate irregolarità in 9 strutture e sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 90 mila euro.

Le principali violazioni hanno riguardato la mancata manutenzione delle attrezzature e degli equipaggiamenti, la mancanza delle attrezzature di primo soccorso, l’omissione dell’iscrizione nel registro delle imprese e l’assenza dei titoli abilitativi per lo svolgimento della professione di istruttore subacqueo. La legge 70/2026 rappresenta una riforma organica del comparto marittimo italiano, con un impatto diretto sulle imprese del settore e sui professionisti che operano come istruttori o guide subacquee. I centri di immersione e addestramento subacqueo, sia in forma d’impresa che di organizzazione no-profit, devono rispettare requisiti precisi per operare legalmente.

Requisiti obbligatori per i centri di immersione

I centri di immersione devono garantire l’iscrizione al registro delle imprese, la disponibilità di sede per attività teoriche, la presenza di attrezzature conformi alle normative UE, le dotazioni di primo soccorso e le coperture assicurative obbligatorie per responsabilità civile verso terzi e per i collaboratori. Gli istruttori e le guide subacquee devono essere maggiorenni, in possesso del relativo brevetto rilasciato da un’organizzazione didattica riconosciuta, dotati di certificato medico in corso di validità e coperti da polizza assicurativa. Sul piano operativo, la legge impone ai centri di tenere un registro delle immersioni con annotazioni obbligatorie prima e dopo ogni immersione (brevetti, orari, profondità, strumentazione), da conservare per almeno sei mesi a disposizione delle autorità e fissa il numero massimo di partecipanti per ogni istruttore o guida in sei subacquei. Le sanzioni elevate segnalano un aumento del controllo su attività non regolamentari.

Controlli in laghi e fiumi, 90 mila euro di sanzioni per violazioni nella subacquea ricreativa, immagine di approfondimento

Impatto della nuova legge sul settore

La Legge 70/2026 ha introdotto, per la prima volta, una disciplina completa dell’attività subacquea a scopo ricreativo, con un impatto diretto sulle imprese del settore e sui professionisti che operano come istruttori o guide subacquee. La norma ha stabilito requisiti precisi per i centri di immersione, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e la correttezza delle attività svolte. La Guardia di Finanza ha svolto i controlli in collaborazione con le autorità locali.

Le sanzioni elevate per le irregolarità segnalate rappresentano un segnale chiaro per i centri di immersione, che devono adeguarsi alle nuove regole per operare legalmente. La Guardia di Finanza ha sottolineato l’importanza di garantire la sicurezza dei partecipanti e la correttezza delle attività svolte, con l’obiettivo di proteggere i cittadini e promuovere un turismo responsabile e sicuro. La campagna di controlli è parte di un più ampio impegno per la tutela dell’economia legale e della sicurezza degli utenti che frequentano i bacini lacuali e fluviali del Nord Italia.