Corea del Nord promuove la carne di cane per affrontare il caldo estivo

La Corea del Nord promuove la carne di cane come alimento per il caldo, nonostante il calo in Asia e le sanzioni legali.

Autorità nordcoreane promuovono la carne di cane come alimento per il caldo estivo, mentre in Corea del Sud si cerca di eliminarla
Autorità nordcoreane promuovono la carne di cane come alimento per il caldo estivo, mentre in Corea del Sud si cerca di eliminarla

La Corea del Nord promuove la carne di cane come alimento utile per affrontare il caldo estivo, nonostante il calo del consumo in Asia e le sanzioni legali. Il regime ha nuovamente indicato la zuppa di carne di cane, detta dangogi guk, tra gli alimenti consigliati per le alte temperature. La pratica, legata alla tradizione, è sostenuta da Kim Jong-un e rappresenta un elemento della cultura nazionale. Tuttavia, il consumo di carne di cane sta diminuendo in diversi Paesi, anche se in Corea del Nord rimane ancora diffuso, soprattutto nelle giornate più calde.

Tradizioni gastronomiche e sanzioni legali

La carne di cane è considerata un patrimonio della cultura nazionale in Corea del Nord, e il regime ha promosso la sua preparazione attraverso ristoranti specializzati e competizioni culinarie. Secondo Ri Chol, ex diplomatico nordcoreano, il dangogi guk è popolare nel Nord, ma è un alimento costoso e viene consumato soprattutto nelle giornate più calde, nella convinzione che possa contribuire a prevenire l’esaurimento da calore. Tuttavia, la normativa prevede fino a tre anni di carcere per chi macella cani e fino a due anni per chi li alleva o commercializza a fini alimentari, mentre il consumo personale non è sanzionato.

Le indicazioni dei medici e il nodo delle evidenze scientifiche

Un medico del Pyongyang General Hospital ha ricordato che le malattie cardiovascolari, il diabete e l’ipertiroidismo possono aggravarsi a causa dell’esaurimento da calore e del colpo di calore, invitando la popolazione a prestare particolare attenzione durante il periodo estivo. Non esistono tuttavia evidenze scientifiche consolidate che dimostrino un effetto specifico della carne di cane nella prevenzione dei disturbi legati alle alte temperature. Le raccomandazioni diffuse in Corea del Nord riflettono una convinzione della tradizione locale e non trovano conferma nelle linee guida delle principali autorità sanitarie internazionali.

Due Coree, due approcci opposti alla tradizione

La posizione della Corea del Nord appare sempre più distante da quella della vicina Corea del Sud. Mentre Pyongyang continua a considerare la dangogi guk un elemento della propria identità gastronomica e culturale, Seul ha scelto di accompagnare il progressivo abbandono di questa pratica con una normativa che ne sancirà la scomparsa dalla filiera alimentare. Nel 2024 il Parlamento ha approvato una legge che porterà, entro il 2027, alla fine dell’allevamento, della macellazione, della distribuzione e della vendita di carne di cane destinata al consumo umano. Anche i sondaggi confermano il cambiamento culturale: nel 2023 soltanto l’8% dei sudcoreani aveva consumato carne di cane nei dodici mesi precedenti, contro il 27% del 2015.

Le temperature in Corea del Nord sono previste tra 35 e 40 gradi, accompagnate da notti tropicali. Secondo i meteorologi, anche il tifone Dolphin potrebbe contribuire a mantenere elevate le temperature, mentre due persistenti aree di alta pressione continuano a ostacolare l’arrivo di correnti più fresche. In Asia il consumo di carne di cane è in costante diminuzione, anche se in Cina e in Corea del Sud il fenomeno è in fase di transizione. La pratica, pur radicata nella tradizione, si confronta con un dibattito crescente su etica, salute e diritti animali, che ha portato a una revisione delle normative in diversi Paesi.