L’ostilità all’Ucraina in Italia: propaganda e ideologie dietro i no alle armi
L’ostilità all’Ucraina in Italia si basa su propaganda e ideologie, con un forte peso delle narrazioni russe e del pacifismo cattolico.

Il governo italiano si prepara a varare il tredicesimo pacchetto di aiuti all’Ucraina, che dovrebbe comprendere sistemi antiaerei, missili Aster e radar. Tuttavia, l’ostilità verso l’invio di armi si fa sentire, con il 63 per cento degli italiani contrari agli aiuti militari e il 68 per cento che mostra poca o nessuna fiducia in Zelensky. Questo fenomeno, radicato in ideologie e propaganda, si basa su una convergenza tra tradizioni pacifiste di sinistra e nazionalismo sovranista di destra, entrambe orientate verso una visione benevola della Russia. La reticenza del governo italiano a sostenere l’Ucraina non è solo un problema politico interno, ma riflette un’opinione pubblica nutrita da anni di ideologismo, propaganda e opportunismo. In Italia, stare dalla parte dell’Ucraina aggredita e partecipare alla difesa dell’Europa dall’aggressività russa ha un costo politico, che si traduce in una scelta di non agire, pur in un contesto di grave escalation.
Propaganda russa e ideologie in campo
L’azione di influenza russa in Italia ha radici che risalgono ai primi anni Duemila, con l’espansione di organismi come Russkij Mir e Rossotrudničestvo. Questi strumenti hanno favorito la diffusione di narrazioni russe, spesso in sintonia con le reti economiche e culturali italiane. Dopo l’invasione del 2022, i media italiani hanno dato ampio spazio a interpretazioni “geopolitiche” in linea con le narrazioni del Cremlino, riducendo l’aggressione russa a un prodotto di conflitti tra Occidente e Russia, e minimizzando la soggettività ucraina.
La diffusione di queste narrazioni è stata alimentata anche dalla logica dello spettacolo: costruire antagonismi, organizzare scontri e inseguire l’audience. Da più di quattro anni, si assiste a una continua evoluzione di queste dinamiche, con nuove narrazioni che si integrano con quelle già consolidate. Ad esempio, Zelensky è spesso raffigurato come un presidente al capolinea, nonostante goda del 55 per cento di fiducia tra gli ucraini.
Il pacifismo cattolico e la visione dell’aggressione
Allo stesso tempo, il pacifismo integrale di settori del cattolicesimo italiano contribuisce a sorvolare sulla distinzione tra aggressione e difesa. Questa visione, radicata in tradizioni religiose e culturali, ha trovato spazio in un contesto in cui l’Ucraina è vista come un paese immerevole dell’aiuto occidentale, alimentato da una narrativa che si basa su dinamiche di opposizione e spettacolo.
La mancanza di coraggio nel rivendicare la scelta di sostenere l’Ucraina, anche di fronte a una possibile escalation russa, mette in luce un debole ancoraggio a convinzioni forti della politica estera italiana. Questo fenomeno, se non viene affrontato, rischia di perpetuare una visione dell’Ucraina come paese immerevole dell’aiuto occidentale. La reticenza del governo italiano non è solo un problema interno, ma riflette un’opinione pubblica nutrita da anni di ideologismo, propaganda e opportunismo. La sua scelta di non agire, pur in un contesto di grave escalation, mette in luce un debole ancoraggio a convinzioni forti della politica estera italiana.
