Nuovo contratto sanità: aumenti fino a 240 euro al mese, arretrati e regole sull’AI per 593mila dipendenti
Nuovo contratto sanità: aumenti fino a 240 euro al mese, arretrati e regole sull’AI per 593mila dipendenti

Il nuovo contratto del comparto sanità, firmato da Aran e sindacati rappresentativi, prevede aumenti fino a 240 euro al mese per gli infermieri, arretrati e nuove regole sull’uso dell’intelligenza artificiale. L’accordo riguarda quasi 593mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra infermieri, tecnici sanitari, amministrativi e addetti ai servizi di supporto. L’ipotesi di accordo, firmata il 29 luglio 2026, interessa il triennio 2025-2027 e prevede un incremento medio complessivo a regime di 209 euro lordi al mese, con un aumento più consistente per il personale infermieristico. Gli arretrati, calcolati al 31 ottobre 2026, ammontano a circa 1.226 euro per il comparto e a 2.300 euro per gli infermieri. Le risorse stanziate per il rinnovo ammontano a 1,537 miliardi di euro a regime dal 2027, con incrementi già previsti a partire dal 2025 e dal 2026.
Regole sull’uso dell’AI e tutele per i dipendenti
Il contratto introduce regole specifiche sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro. I dipendenti dovranno essere preventivamente informati quando saranno impiegati sistemi di AI e non potranno essere affidate decisioni riguardanti il rapporto di lavoro esclusivamente ad algoritmi senza un effettivo intervento umano. I lavoratori avranno inoltre il diritto di conoscere in modo comprensibile i criteri utilizzati dai sistemi automatizzati quando questi incidono sulla valutazione delle prestazioni o sull’organizzazione del lavoro. La responsabilità di chi decide non può essere delegata a un algoritmo.
Le novità del contratto includono anche l’aggiornamento dell’ordinamento professionale, con la creazione di nuovi profili, tra cui quello dedicato alla cybersicurezza, e la ristrutturazione del sistema degli incarichi per valorizzare il merito e le competenze specialistiche. Le disposizioni intervengono inoltre sulle relazioni sindacali, sulle progressioni economiche e sulle nuove tutele per il benessere dei dipendenti, con permessi specifici per le malattie gravi e misure di sostegno alla genitorialità.
Incrementi e indennità per il personale
L’aumento medio complessivo a regime è pari a 209 euro mensili lordi, con un incremento percentuale sull’intero triennio del 7,76%. Per il personale infermieristico, l’incremento medio raggiunge i 240 euro mensili, superando l’8%. Cresce inoltre di 100 euro l’indennità specifica riconosciuta al personale dei servizi di pronto soccorso. L’accordo prevede la corresponsione degli arretrati con decorrenza dal 1 gennaio 2025, che saranno riconosciuti a tutto il personale interessato. Gli importi medi calcolati al 31 ottobre 2026 sono pari a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per il personale infermieristico.

Le risorse stanziate per il rinnovo ammontano complessivamente a 1,537 miliardi di euro a regime dal 2027, con incrementi già previsti a partire dal 2025 e dal 2026. A queste si aggiungono finanziamenti dedicati ad alcune categorie: 445 milioni per l’indennità di specificità infermieristica, 193 milioni per l’indennità di tutela del malato e 35 milioni destinati al personale dei pronto soccorso. Proprio per chi opera nei reparti di emergenza è previsto anche un aumento di 100 euro dell’indennità specifica.
Il rinnovo dimostra che la contrattazione nel pubblico impiego può avvenire entro la naturale scadenza dei contratti. L’ipotesi di accordo sarà ora trasmessa ai competenti organi di controllo per la certificazione della compatibilità economico-finanziaria, ai sensi dell’articolo 47 del decreto legislativo 165/2001. Solo dopo la certificazione potrà arrivare la sottoscrizione definitiva e il via libera all’erogazione degli aumenti e degli arretrati previsti dal nuovo contratto.
