Riforma delle professioni: nuove regole per 699mila iscritti agli Ordini
La riforma delle professioni modifica le regole per 699mila iscritti, con nuove norme su responsabilità, compensi e attività.

La riforma delle professioni entra nel vivo
Il Senato ha approvato il disegno di legge delega n. 1663, che affida al Governo due anni per riscrivere le regole di quindici categorie professionali non sanitarie. La riforma riguarda 699.177 iscritti agli Ordini, tra cui ingegneri, agronomi, assistenti sociali, consulenti del lavoro, periti industriali e giornalisti. L’obiettivo è modernizzare le normative, ridurre la responsabilità professionale e introdurre nuove competenze digitali. La delega prevede una distinzione più chiara tra attività riservate e attività libere, con il titolo professionale che potrà essere usato solo dagli iscritti all’albo. La responsabilità professionale si riduce per i clienti privati, con un termine di prescrizione ridotto da dieci a cinque anni. Per pubbliche amministrazioni, banche e assicurazioni, invece, il termine resta decennale. Questo cambiamento mira a bilanciare la tutela dei cittadini con la flessibilità delle professioni. Gli Ordini vengono confermati come enti pubblici non economici, con nuove regole elettorali che prevedono voto online e parità di genere.
Compensi e formazione: nuove regole per i praticanti
La delega ribadisce la libertà contrattuale sui compensi, ma introduce un vincolo di proporzionalità: il compenso dovrà essere adeguato alla quantità e qualità del lavoro svolto. I parametri saranno aggiornati dai ministeri vigilanti. Per i praticanti, sono previsti rimborso delle spese sostenute per conto dello studio, possibilità di indennità o compenso e formazione continua con crediti obbligatori dedicati a digitale e intelligenza artificiale. Queste novità rappresentano un passo avanti per la professionalità e la formazione continua.
Le società tra professionisti dovranno rispettare nuove regole. Le società tra professionisti dovranno avere almeno due terzi del capitale e dei diritti di voto in mano ai professionisti, limitando l’ingresso di soci di puro capitale. Questo cambiamento mira a garantire maggiore controllo e partecipazione da parte dei professionisti stessi. La riforma ora passa alla Camera, dove il Governo avrà 24 mesi per scrivere i decreti attuativi. Avvocati, commercialisti ed esperti contabili seguono percorsi separati. La riforma non riguarda le professioni sanitarie, ma si concentra su quindici categorie non sanitarie. La modernizzazione delle normative è un tema centrale, con un focus su responsabilità, compensi e formazione. I cambiamenti introdotti mirano a garantire maggiore equità e trasparenza, ma la loro applicazione dipenderà dalle decisioni future del Governo e della Camera dei Deputati.
- Avvocati, commercialisti ed esperti contabili seguono percorsi separati.
- La riforma riguarda 15 categorie professionali non sanitarie.
- Le nuove regole si applicano a 699.177 iscritti agli Ordini.
La riforma delle professioni rappresenta un passo significativo per la modernizzazione del sistema professionale italiano, con un focus su responsabilità, compensi e formazione. I cambiamenti introdotti mirano a garantire maggiore equità e trasparenza, ma la loro applicazione dipenderà dalle decisioni future del Governo e della Camera dei Deputati.
