Lo sfratto dell’87enne diventa simbolo della crisi abitativa in Spagna

Lo sfratto di un’anziana spagnola diventa simbolo della crisi abitativa, con proteste in piazza e tensioni politiche.

Lo sfratto di Maricarmen Abascal, un’87enne che ha vissuto per 71 anni nella casa di Madrid, ha acceso una discussione nazionale sulla crisi abitativa in Spagna. L’anziana, disabile e pensionata, ha visto il canone del suo appartamento nel quartiere del Retiro moltiplicato per 5, arrivando a 2.650 euro, dopo che l’immobile è stato acquistato nel 2018 dalla società Urbangestion. La decisione ha scatenato proteste e indignazione, con centinaia di attivisti e vicini che hanno presidiato la casa per giorni, mentre agenti in tenuta antisommossa hanno cercato di mantenere l’ordine. La scena, trasmessa in diretta tv, ha visto l’anziana portata via in ambulanza, trasformandola in simbolo di un’emergenza sociale, economica e politica che coinvolge milioni di spagnoli.

La crisi abitativa in Spagna

La crisi abitativa in Spagna è ormai un tema centrale, con affitti che sono raddoppiati in dieci anni. A Madrid, gli aumenti sono del 82,7%, mentre a Barcellona si registrano un incremento del 94,9%, secondo dati della Deutsche Bank. La Banca di Spagna stima un deficit abitativo di 750.000 alloggi, a fronte di un patrimonio edilizio pubblico dell’1,5%, ben al di sotto della media europea dell’8/9%. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che la normativa statale per limitare i canoni nelle “zone di mercato residenziale sotto tensione” è stata adottata solo in un pugno di regioni.

La tensione politica si fa sentire. Il presidente Pedro Sanchez ha definito la situazione “una tragedia sociale che non possiamo accettare”, accusando la Comunità di Madrid di essere “più preoccupata a comprare con soldi pubblici un attico, che a risolvere un dramma sociale”. La presidente Isabel Diaz Ayuso ha replicato, dicendo che lo sfratto è “uno dei 25mila l’anno in Spagna”, eseguito in applicazione della legge e in base a un ordine giudiziario. Il dibattito si è acceso anche sul decreto legge sulla casa, che prevede la sospensione degli sfratti per le persone vulnerabili, ma è stato bocciato dal Parlamento a causa dell’opposizione delle destre e di Junts per Catalunya.

Le proteste e la reazione sociale

La vicenda di Maricarmen ha acceso proteste in tutta la Spagna, con migliaia di persone che si sono riversate in piazza in diverse città, da Barcellona a Valenzia, da Siviglia a Oviedo. Il grido di “Vergogna!” è diventato un simbolo di indignazione, con l’urlo di “Marisol no estàs sola!” che unisce le persone in un appello al rispetto dei diritti di casa. In Madrid, migliaia si sono radunati davanti all’edificio del quartiere chic di Chambery, dove la Comunità autonoma ha acquistato un attico terrazzato di oltre 200 metri quadri per 6,3 milioni di euro di fondi pubblici, inizialmente destinato alla governatrice Isabel Ayuso.

La situazione potrebbe diventare un punto di svolta. Nonostante le profonde differenze, anche tra forze progressiste, la situazione sembra aver aperto una “finestra di opportunità” per sbloccare un accordo. Sumar chiede il congelamento degli affitti e l’esproprio dell’alloggio in situazioni come quella di Maricarmen, ma i socialisti si oppongono. La drammatica vicenda, con l’indignazione che monta, potrebbe diventare un punto di svolta per un dibattito nazionale su temi sociali e economici.

La protesta ha visto migliaia di persone riversarsi in piazza in diverse città, da nord a sud del Paese, uniti nell’urlo di indignazione. La situazione, che ha visto l’anziana portata via in ambulanza, ha trasformato Maricarmen in un simbolo di un’emergenza sociale, economica e politica che coinvolge ormai milioni di spagnoli.