Nuova pompa low cost in Svizzera spinge a ribasso i prezzi della benzina nel Bellinzonese

Nuova pompa low cost in Svizzera spinge a ribasso i prezzi della benzina nel Bellinzonese, con cali fino a 25 centesimi rispetto alla media italiana.

Una nuova pompa low cost ha spinto i prezzi della benzina nel Bellinzonese a scendere di quasi 25 centesimi rispetto alla media italiana, causando un effetto domino tra i distributori locali. L’apertura di una stazione automatica a fine giugno, gestita da Etzelpark, ha portato a un calo del prezzo della benzina senza piombo 95 da 1,89 a 1,69 franchi al litro, un taglio del 10,6% in una settimana. L’effetto si è esteso anche a benzina 98 e diesel, con prezzi che si sono ridotti in modo significativo in diverse aree del Canton Ticino.

Un modello di efficienza e bassi costi

Etzelpark, già nota nella Svizzera tedesca per i prezzi bassi, ha introdotto in Ticino una formula chiara: meno costi, servizio automatizzato e margini più stretti della media. La stazione, situata lungo una strada trafficata di Bellinzona, non lontano dagli assi che portano verso il centro e l’autostrada, ha attirato automobilisti da tutta la regione. Secondo stime attribuite a Michael Knobel, imprenditore dietro Etzelpark, il risparmio complessivo per gli automobilisti potrebbe arrivare a 20-30 milioni di franchi all’anno.

Il fenomeno ha avuto un impatto immediato sulle strade: alcuni automobilisti sono arrivati apposta dalle Valli o dal Luganese per fare rifornimento nel Bellinzonese, dove il risparmio su un pieno da 50 litri può superare i dieci franchi rispetto ai prezzi più alti. Se devo già passare da qui, mi fermo, hanno raccontato diversi clienti ai media locali. Una frase normale, da distributore, ma che dice parecchio.

Un fronte politico aperto

Il calo dei prezzi ha aperto un fronte politico. Il deputato leghista Mauro Minotti ha presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato ticinese, chiedendo se il caso dovesse essere segnalato alla Commissione della concorrenza. Il consigliere nazionale socialista Benoît Gaillard ha inviato una segnalazione alla COMCO, allegando un rapporto sulle variazioni avvenute nello stesso momento e sui prezzi quasi identici tra diversi distributori. La COMCO ha risposto che, in un mercato trasparente, è normale che i distributori vicini si adeguino quando arriva un nuovo concorrente. La Commissione ha spiegato che, in un mercato con prezzi esposti al pubblico, tariffe uguali o cambiamenti nello stesso momento non bastano da soli a provare un accordo illecito. La documentazione è stata comunque trasmessa al Sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans. Gaillard ha definito la decisione “deplorevole” e ha lasciato intendere di non voler chiudere qui la partita.

Da un lato, il confronto con l’Italia resta interessante. A metà ottobre, la benzina self in Italia costava in media 2,035 euro al litro. Al cambio di inizio mese, 1,69 franchi corrispondono a circa 1,79 euro, quasi 25 centesimi in meno rispetto alla media italiana. Per un automobilista della provincia di Como, però, Bellinzona non è proprio dietro l’angolo. Il risparmio va messo sulla bilancia insieme a chilometri, tempo e consumo del viaggio.

Resta poi un tema più generale: in Svizzera i prezzi alla pompa spesso fanno fatica a scendere con la stessa rapidità con cui salgono. Gli esperti sentiti dalla RSI hanno spiegato che i cali del petrolio arrivano ai distributori più lentamente rispetto ai rincari. Tra i fattori che potrebbero favorire nuovi ribassi c’è anche il livello del Reno, la via fluviale da cui passa una parte importante dei rifornimenti del Paese. Un dettaglio tecnico, sì, ma molto concreto: a volte il prezzo sul cartello dipende anche dall’acqua che scorre molti chilometri più a nord.